L’impianto scenografico dei Buddenbrook

Molte città sono state chiamate “Venezia del nord”, così ad esempio Amsterdam, Stoccolma, San Pietroburgo e varie altre. Lubecca, città portuale sul Baltico, è stata chiamata anche “la piccola Venezia”.

Lubecca ha dato i natali a Thomas Mann che l’ha poi fatta diventare il palcoscenico del suo romanzo più famoso “I Buddenbrook” ma la città e la sua gente sono molto di più di un palco e uno sfondo, sono invece il presupposto essenziale all’impalcatura dell’intera vicenda.

La città anseatica non fu mai autonoma ma godette comunque dell’indipendenza della città-stato con un modello di governo in cui il potere era in mano all’aristocrazia mercantile e l’organizzazione politica si basava sul censo; i senatori erano scelti tra le famiglie più ricche, così anche il borgomastro, che assurgeva a capo di Stato per un paio di anni. Non esisteva di fatto una nobiltà ma uno status privilegiato legato al patrimonio della famiglia e ciò comportava necessariamente che il declino della fortuna in affari portasse inesorabilmente allo sfacelo dell’intera dinastia con la perdita della sua identità, sia collettiva che individuale.

Questo occorre averlo bene in mente quando si legge il capolavoro di Thomas Mann.

“Il porto di Lubecca”, xilografia di Klaus Wrage

Amici di Genny

Il progetto Genny continua.

La prima sedia mobile tecnologica Genny, sarà donata a Giulia Ghiretti atleta medaglia d’argento nei 100 rana alle paralimpiadi di Tokyo del 2020 e detentrice di tanti altri titoli sportivo agonistici.

Giulia sarà la prima “Amica di Genny”, persone con disabilità fisica che ricevono in dono una sedia a -due- ruote di ultima generazione grazie al “progetto Genny”.

Il progetto si fonda sul romanzo “A muso duro” edito da Golem Edizioni – giugno 2022- ma gode anche del supporto di vari sponsor ed è  in collaborazione con Genny Angels l’associazione fondata dall’inventore di questo veicolo rivoluzionario Paolo Badano.

La presentazione del progetto e l’assegnazione della prima Genny avverranno il 16 luglio ore 10.00 al museo Enzo Ferrari di Modena. Grazie al MEF per la generosa collaborazione.

L’umorismo di Molly

Molly è una pastorella australiana senza coda che vive con me da tanti anni ormai, sa dov’è il suo posto e questo la rende felice; non aspira a salire su letti, poltrone o divani perché sa che sono posti miei; gode del fatto di essere cane-unico e di non aver concorrenza per coccole e cibo (tranne l’antipatica abitudine della signora delle pulizie che porta via la ciotola anche se ci sono dentro le crocchette). Dal suo comportamento deduco che riesce a capire cosa le dico, benché dai cani non ci si aspetti che abbiano quel tipo d’intelligenza, eppure Molly sa quando si parla di lei e basta anche solo una parola per mortificarla o farla ridere. [Leggi]

La panchina Rosa

Non dovremmo lasciar sbiadire le nostre panchine rosse, non è il momento di dimenticarci delle lotte fatte e dei risultati ottenuti. La panchina rossa non è solo un simbolo ma anche un promemoria e, oggi più che mai negli ultimi decenni, abbiamo bisogno di ricordarci che nessuna di noi è al sicuro, nessuna può dirsi libera di circolare in luoghi poco frequentati, non tutte abbiamo la forza di opporci alla violenza e che -qualcuna di noi- ancora la giustifica perché l’aguzzino “non riesce a controllarsi”. [Leggi]

Memorie e Melanzane

Memorie e melanzane

Silvana posteggiò la macchina di traverso, afferrò le borse con i regali e scese di corsa. “Accidenti!”, borbottò prendendo a due a due i gradini del condominio signorile. “Tutto all’ultimo momento.”

Sempre in ritardo…”, commentò Elena aprendo la porta alla sorella. “Siamo già al primo.” [Leggi]

A muso duro

A muso duroLa “gente di cavalli” è abituata a vivere le asperità della natura prendendo i problemi di petto, senza perdersi in troppi sentimentalismi. [Scopri]

International Business Etiquette

Il saggio nasce per proporre l’argomento Business Etiquette, tanto di moda quanto frainteso, in maniera nuova, dal punto di vista della psico-sociologia, puntando molto sull’intelligenza interculturale, la capacità di colmare il gap tra varie culture in gioco simultaneamente, e cercando di dare gli strumenti per passare dalla semplice Business all’International (o Intercultural) Business Etiquette. [Scopri]

Artisti Dentro 2021

Un detenuto che scrive un racconto sfruttando la poca luce che filtra attraverso le sbarre, un concellino che cucina sulla piccola fiamma del fornelletto da campeggio e un terzo che realizza un complesso disegno su una cartolina. [Scopri]

Sibyl von der Schulenburg vince il PREMIO DELLA CRITICA ad Abano Terme.

Foto Abano TermeLa giuria del XII Premio Letterario Internazionale “Voci – Città di Abano Terme” 2017 ha assegnato il Premio della Critica a Sibyl von der Schulenburg per il racconto “Sì, chef”. [Leggi]

Booktrailer – Per Cristo e Venezia di Sibyl von der Schulenburg