Lo spirito e le emozioni

Ritengo di essere tra quelle persone che non si chiedono spesso quale senso abbia la vita, da dove veniamo e dove andiamo. Nel corso degli anni ho sentito varie ipotesi ma nessuna mi ha convinto. Trovo affascinante quella che vede coinvolta una nostra scelta relativamente a luogo e genitori da cui nasciamo.

Persone a me vicine sostengono di riuscire a mettersi in comunicazione con i defunti e qualche prova di attendibilità l’hanno data. Ma resta anche quello un bel punto esclarrogativo.

Staccandomi un po’ dalle domande sullo spirito, la faccenda che più mi incuriosisce è l’utilità di avere un corpo. Cos’è  quell’involucro che segna il tempo che passa, riflette chi siamo o chi vorremmo essere e -in ogni caso- ci limita?

Non credo che la vita abbia un senso, tutt’al più una funzione, e potrei immaginare che sia proprio la sperimentazione delle emozioni. Uno spirito non potrebbe provarle. Le emozioni prendono proprio in nome da ‘emo’, sangue, perché molte modificano la circolazione sanguigna. Alcune fanno arrossire o impallidire, altre inviano troppo sangue alla testa o lo sottraggono.  Per emozione ci si infuria e si sviene.

Uno spirito che si emoziona non è dunque pensabile, un fantasma che arrossisce neppure e uno spettro verde d’invidia sarebbe inconcepibile perché gli mancherebbe l’elemento primo: la bile.

Trovare una risposta al motivo perché sono chiusa in questo corpo mi conforta.

Ai fantasmi che popolano antichi manieri e moderne città, restano forse i sentimenti come l’amore e l’odio, ma sempre senza il batticuore e le farfalle nello stomaco. Gli spiriti dei boschi, invece, quelli che respirano l’Universo, delle emozioni possono fare a meno.

PREMIO AMALAGO 2022 FINALISTI

È in corso la seconda edizione del Premio Letterario Amalago, un evento diverso dagli altri concorsi letterari, qualcuno dice che sia la scoperta dell’acqua calda. Adoro l’acqua calda, mi c’immergo con voluttà.

Siamo partiti con l’idea di dare ad alcuni libri -in particolare romanzi storici- la possibilità di trovare una vetrina in più senza essere condizionati da case editrici e autori, ma lasciando l’incombenza della candidatura a dei blog scelti edizione per edizione. L’edizione 2022 ha confermato Thriller Storici e dintorni, Letteratura e dintorni di Dianora Tinti, Mangialibri e in corsa si è aggiunto Thrillerlife. Sono loro che dovete spingere perché segnalino al premio i vostri romanzi storici preferiti, non scrivete a me e neppure al Comitato di gestione del premio. I responsabili delle candidature sono i blog.

Quest’anno abbiamo ricevuto splendide candidature e abbiamo anche già individuato i finalisti. È già stata data la comunicazione alle case editrici -assolutamente non a pagamento né doppio binario- che hanno contattato gli autori e accettato alcune condizioni.

Perché abbiamo deciso per il no all’EAP? Credo che fare l’editore sia un lavoro duro se fatto bene, non c’è da arricchirsi, le spese sono molte e i margini risicati. Crediamo anche che, salvo eccezioni, l’editore pubblichi le opere selezionate solo in seguito a un attento editing.

Perché il romanzo storico? Sono un genere letterario che amo particolarmente soprattutto perché mi concede di ideare una storia in cui non devo considerare il cellulare, le email e internet. Potrà sembrare un motivo astruso, ma dare un peso a coincidenze, casualità o destino, comunque lo si voglia chiamare, richiede uno scenario oggigiorno rovinato dalla velocità delle informazioni. La forza delle insinuazioni, i dubbi, l’ignoranza, la fiducia granitica nel prossimo… tutto questo è materiale prezioso nel romanzo storico e non si porrà mai il caso che la missiva inviata da un corriere a cavallo arrivi prima via mail o che la donzella innamorata sia messa a confronto con la fotografia del cavaliere adorato che bacia un’altra donna. I tempi si dilatano, la vita acquista dimensioni diverse ma lo scrittore dovrà essere tanto bravo da inserirvi un poco di ritmo moderno altrimenti rischia di annoiare il lettore. Temo che le lunghe descrizioni dei luoghi non siano più tanto richieste e che anche i valori di un tempo debbano essere un poco manipolati per poter essere condivisi dal lettore moderno. Ma guai a rendere palesi questi aggiustamenti del passato.

Guai soprattutto all’info dumping, alle pagine di storia che stanno alla base dell’ambiente in cui si muovono i personaggi: il lettore moderno non li accetta. Ecco allora che le storie più gradite -e più scritte- sono ambientate in periodi storici studiati sin da adolescenti cosicché il lettore le ha già metabolizzate e ne coltiva un’immagine standardizzata.

La vita nell’antica Roma, la quotidianità della Serenissima, il buio del Medioevo e il fermento nell’arte italica del rinascimento sono convinzioni che il lettore italiano ha radicate dentro di sé. Non importa poi se l’antica Roma non sia stata solo romana, la Serenissima non avesse sempre il carnevale acceso, il Medioevo avesse anche tante luci e il Rinascimento (termine di origine francese) coinvolse tutta l’Europa.  Dalla penisola, invece, è concesso uscire nella seconda guerra mondiale per andare soprattutto nei famigerati lager, un’ambientazione “gigiona” nel senso che mette subito il lettore nella modalità emotiva desiderata senza dovergli dire altro. Una pacchia per lo scrittore che in quello scenario può ambientare qualsiasi storia, anche la più incredibile: il lettore sarà sempre convinto di essere stato trasportato in quel luogo dal romanzo mentre un concetto di lager, un suo cliché, già l’aveva dentro di sé. Un romanzo ambientato oggi in Ucraina non sortirebbe lo stesso effetto benché le atrocità siano paragonabili, in particolare la violenza su donne e bambini. L’antico diritto dell’invasore allo stupro e saccheggio è sempre ancora rivendicato.

I finalisti della seconda edizione del Premio Letterario Amalago sono stati selezionati da una Commissione Tecnica composta da Stefano Zecchi (presidente), Flavio Santi, Giuseppe Polimeni, Marco Fornasir e Sibyl von der Schulenburg.

Sono:

Luca Azzolini ROMULUS – IL SANGUE DELLA LUPA 2020, Harper Collins

Giovanni Grasso ICARO – IL VOLO SU ROMA 2021, Rizzoli

Edgarda Ferri IL RACCONTO DEL CORTIGIANO 2021, Solferino

La cerimonia di premiazione si terrà il 14 maggio 2021. Solo allora si conoscerà il vincitore ed eventuali premi speciali.

Dettagli sul sito www.amalago.it

 

 

 

L’impianto scenografico dei Buddenbrook

Molte città sono state chiamate “Venezia del nord”, così ad esempio Amsterdam, Stoccolma, San Pietroburgo e varie altre. Lubecca, città portuale sul Baltico, è stata chiamata anche “la piccola Venezia”.

Lubecca ha dato i natali a Thomas Mann che l’ha poi fatta diventare il palcoscenico del suo romanzo più famoso “I Buddenbrook” ma la città e la sua gente sono molto di più di un palco e uno sfondo, sono invece il presupposto essenziale all’impalcatura dell’intera vicenda.

La città anseatica non fu mai autonoma ma godette comunque dell’indipendenza della città-stato con un modello di governo in cui il potere era in mano all’aristocrazia mercantile e l’organizzazione politica si basava sul censo; i senatori erano scelti tra le famiglie più ricche, così anche il borgomastro, che assurgeva a capo di Stato per un paio di anni. Non esisteva di fatto una nobiltà ma uno status privilegiato legato al patrimonio della famiglia e ciò comportava necessariamente che il declino della fortuna in affari portasse inesorabilmente allo sfacelo dell’intera dinastia con la perdita della sua identità, sia collettiva che individuale.

Questo occorre averlo bene in mente quando si legge il capolavoro di Thomas Mann.

“Il porto di Lubecca”, xilografia di Klaus Wrage

Amici di Genny

Il progetto Genny continua.

La prima sedia mobile tecnologica Genny, sarà donata a Giulia Ghiretti atleta medaglia d’argento nei 100 rana alle paralimpiadi di Tokyo del 2020 e detentrice di tanti altri titoli sportivo agonistici.

Giulia sarà la prima “Amica di Genny”, persone con disabilità fisica che ricevono in dono una sedia a -due- ruote di ultima generazione grazie al “progetto Genny”.

Il progetto si fonda sul romanzo “A muso duro” edito da Golem Edizioni – giugno 2022- ma gode anche del supporto di vari sponsor ed è  in collaborazione con Genny Angels l’associazione fondata dall’inventore di questo veicolo rivoluzionario Paolo Badano.

La presentazione del progetto e l’assegnazione della prima Genny avverranno il 16 luglio ore 10.00 al museo Enzo Ferrari di Modena. Grazie al MEF per la generosa collaborazione.

L’umorismo di Molly

Molly è una pastorella australiana senza coda che vive con me da tanti anni ormai, sa dov’è il suo posto e questo la rende felice; non aspira a salire su letti, poltrone o divani perché sa che sono posti miei; gode del fatto di essere cane-unico e di non aver concorrenza per coccole e cibo (tranne l’antipatica abitudine della signora delle pulizie che porta via la ciotola anche se ci sono dentro le crocchette). Dal suo comportamento deduco che riesce a capire cosa le dico, benché dai cani non ci si aspetti che abbiano quel tipo d’intelligenza, eppure Molly sa quando si parla di lei e basta anche solo una parola per mortificarla o farla ridere. [Leggi]

Artisti Dentro 2022

Artisti dentro 2022Una splendida raccolta di testimonianze di vita prodotte all’interno di molti degli istituti penitenziari italiani. [Scopri]

A muso duro

A muso duroLa “gente di cavalli” è abituata a vivere le asperità della natura prendendo i problemi di petto, senza perdersi in troppi sentimentalismi. [Scopri]

International Business Etiquette

Il saggio nasce per proporre l’argomento Business Etiquette, tanto di moda quanto frainteso, in maniera nuova, dal punto di vista della psico-sociologia, puntando molto sull’intelligenza interculturale, la capacità di colmare il gap tra varie culture in gioco simultaneamente, e cercando di dare gli strumenti per passare dalla semplice Business all’International (o Intercultural) Business Etiquette. [Scopri]

Sibyl von der Schulenburg vince il PREMIO DELLA CRITICA ad Abano Terme.

Foto Abano TermeLa giuria del XII Premio Letterario Internazionale “Voci – Città di Abano Terme” 2017 ha assegnato il Premio della Critica a Sibyl von der Schulenburg per il racconto “Sì, chef”. [Leggi]

Booktrailer – Per Cristo e Venezia di Sibyl von der Schulenburg